“Sine Nomine”, ultima pubblicazione della casa editrice trevigiana Diastema, è un romanzo dal taglio noir metafisico che racconta la storia della riconquista di sé, della presa di coscienza, del costo e del dolore che porta il rinnegare le proprie responsabilità. Sine nomine è un percorso di luci e ombre verso l’ascesa ad un livello di coscienza superiore raggiunto anche grazie alla musica presente con la sua potente funzione evocativa e come chiave di volta che consente la risoluzione dei dissidi interiori del protagonista maschile. Il tutto si consuma nell’atmosfera sospesa della città lagunare avvolta nella densa bruma del caligo.

“Sine nomine” di Sara Stangalino-Schulze, Diastema Editrice

Ottaviano Schmidt è un uomo che possiede ogni tipo di potere eccetto quello di salvare sé stesso, è prigioniero di uno scenario noir aggravato da una serie di misteriosi decessi sullo sfondo di una Venezia spettrale e gotica, ma dalla quale emergerà, al contempo, la chiave per il definitivo riscatto.

Resistere alla seduzione della fuga, affrontare un processo per omicidio premeditato non sarà sufficiente: Ottaviano Schmidt non può invecchiare, sarà condannato a sopravvivere fino a che non avrà risolto la situazione che ha complicato, un dilemma che incombe sul piano, impalpabile ma egualmente gravoso, della coscienza intesa come luogo suscitatore dell’operato umano. La possibilità di riparare non giace soltanto nelle sue mani.

Piano sensibile, metafisico e dimensione simbolica si intrecciano senza soluzione di continuità nell’indagine sull’eterno dramma della responsabilità umana, sulla caduta e redenzione, in una vicenda dove la musica funge non soltanto da sprone allo scavo psichico, ma costituisce lo strumento concreto che rende possibile lo scioglimento.

La scrittrice rivela sensibilità per la dimensione storica e retroterra di impostazione classica che donano solidità costruttiva e originalità stilistica pur nel fluido trascolorare tra l’ovvio e l’oscuro, fino a evocare una sintesi tra i due piani che si delinea infine, quasi per paradosso, come il vero luogo del reale. È un testo dalla scrittura elevata, raffinata, ma avvincente, assolutamente non banale, scritto da una persona preparata negli ambiti dell’arte, della letteratura e della musica.

Sara Elisa Stangalino- Schulze è nata a Novara. Dopo aver compiuto gli studi musicali al Conservatorio di Piacenza, si laurea in Lettere con lode all’Università di Parma. Consegue il dottorato di ricerca in Musicologia a Bologna con una dissertazione sulla poesia per musica nell’opera veneziana del Seicento, specializzandosi nell’edizione critica di testi per musica e svolgendo ricerca nell’ambito della drammaturgia musicale e della filologia italiana. E’ autrice di svariate monografie e saggi sulla cultura letteraria e musicale nei secoli XVII-XVIII per editori di rilievo internazionale. Dal 2013 collabora alla Cavalli Gesamt-ausgabe promossa dalla Yale University. I suoi studi sulla storia dell’arte guardano in particolare all’indagine del simbolo in relazione alla tradizione ermetica.